Pendolo egizio

Il pendolo egizio è stato scoperto in un sarcofago della Valle dei re, questo pendolo è la prova evidente che gli egiziani del tempo di faraoni conoscevano e praticavano la radiestesia. È in gres, ceramica. Il suo profilo del più puro stile egizio dell’epoca sembra essere stato calcolato per dotare lo strumento di una sensibilità estesa e precisa, in dei campi che forse vanno oltre le nostre ricerche attuali.

Il pendolo egizio si sintonizza naturalmente, grazie alle sue forme, con tutti i corpi di Mendeleiev, e anche con quelli che sono stati identificati di recente. Contrariamente a quello che si potrebbe supporre, il modello attuale in ottone, non diventa un testimone dell’ottone, e neppure emette l’onda di forma dell’ottone. Il fatto di essere in metallo lo rende molto sensibile alle convenzioni mentali e ai metalli. Così, con una semplice forma-pensiero, è perfettamente possibile risuonare con l’oro, col platino, con il rame.

L’ egizio orientato i quattro punti cardinali, emette:
– Nord il verde negativo
– Sud il verde positivo
– Est il rosso
– Ovest il violetto
Nelle altre direzioni emette le vibrazioni colore nella sequenza dei meridiani del Pendolo Universale.

Senza alcuna regolazione speciale, il pendolo egizio è sensibile ai differenti raggi radioattivi, particolarmente ai raggi dal 50 al 300 dei nostri rivelatori (P.U.) che esprimono la radioattività propriamente detta. Sopra ad una provetta riempita d’acetato d’uranio (che mette dei raggi gamma) il pendolo egizio reagisce vigorosamente. E questa particolarità facilita la ricerca dei minerali radioattivi del suolo, come d’uranio, o il riconoscimento della radioattività che si accumula negli ambienti, anche nella sua fase magnetica, praticamente introvabile ai rivelatori Geiger.
Così riunisce tutte le qualità o condizioni necessarie per la rilevazione delle onde telluriche nocive, senza bisogno di una regolazione speciale.

In biometria, rileva l’onda astrale personale e il ritmo vibratorio di base di ciascun individuo. Possiede una affinità particolare e una grande sensibilità per tutte le ricerche biometriche sia sui soggetti presenti che sui testimoni degli stessi e per ogni tipo di rivelazione e misura.

Sintonizzato sulla” idea – immagine mentale” questo pendolo sente il testimone dell’oggetto della ricerca con una sensibilità molto franca. Sembra essere stato creato dagli autori per una reazione mentale intensa e sensibile. Confrontato con il Micromètre, apparecchio che dà delle indicazioni confidenziali sullo stato psichico e fisico (moralità, onestà, ed evoluzione spirituale) il pendolo egizio esprime il massimo della sua sensibilità. Sembra avere una particolare sensibilità per le applicazioni psicotecniche.

Arriviamo così ad una delle utilizzazioni più sorprendenti del pendolo egizio. Se lo si fa girare volontariamente, emette una forte onda di “verde positivo”, questo permette di caricare per impregnazione un foglio, un oggetto, dell’acqua, etc. , di onde proprie di un prodotto (mentale o composto metallico, prodotto chimico od altro) ed anche di impregnare un oggetto di un’influenza astratta, di un pensiero, di una forma, di un colore pensato mentalmente. Facendo semplicemente girare il pendolo in senso antiorario, si disimpregna il foglio, l’acqua o l’oggetto appena impegnato.

Normalmente il senso di caricamento è quello del movimento delle lancette dell’orologio ed il senso di disimpregnazione è l’ inverso. Ciò nonostante il pendolo egizio resta sempre neutro. Si sa che la maggior parte dei pendoli si impregnano durante il corso delle ricerche e devono essere disimpregnati dopo aver lavorato su due oggetti molto irradianti. Essi s’impegnano anche per l’onda personale o attraverso lo sguardo. Il Karnak, anche se è un sensibile ricevitore ed emettitore, non s’impregna delle ricerche fatte in precedenza, delle emissioni successive e non domanda a questo riguardo nessuna precauzione speciale. Questo non impedisce al pendolo egizio di adattarsi al suo proprietario, del quale sembra capirne progressivamente la sensibilità anche in delle ricerche inusuali o ritenute difficili.

In conclusione, abbiamo constatato che questo antico pendolo egizio possiede delle proprietà stupefacenti frutto di una formula segreta che era conosciuta nella civiltà faraonica, ereditata probabilmente da Atlantide. Noi proveremo a scoprirne i misteri e forse arriveremo a capirne qualcosa proprio con l’aiuto del pendolo egiziano stesso. Per il momento questo mistero è ancora sconcertante.

In effetti si è trovato anche un amuleto di cui il disegno e la descrizione ricordano perfettamente il pendolo egizio. Si tratta dello “Scettro di Papyrus” che, nell’antico Egitto, sembra essere stato il simbolo di molte forme di vita e si riconosce che il suo ruolo è stato grande in quello che potremmo chiamare” La psicologia dei morti”. Le dee e le regine sono rappresentate su delle statue o su dei bassi rilievi con in mano questo scettro come emblema della fecondità. Due capitoli del libro dei morti gli sono interamente consacrati.

Nel primo si tratta di una dea e delle sue virtù magiche. Nel secondo si vede un defunto che si scambiano con l’amuleto, e fintanto che questo scambio durerà, avrà assicurata la sua vita. Un questo testo è simbolico e contiene un significato più profondo e più fondamentale, che noi ignoriamo ancora. Così non possiamo che ammirare il genio simbolico tradotto in una scienza di geometria e di simmetria delle forme. Scienza mai uguagliata e che noi ritroviamo parzialmente con la fisica moderna. Non possiamo impedirci di pensare che gli egiziani dovevano essere capaci di captare e trasmettere l’energia universale attraverso le forme e grazie a questi mezzi, imporre il loro pensiero.

Egizio in sintesi

Come hai potuto legegre, è un pendolo straordinario ed adatto sia a principianti che esperti, dalle immense potenzialità. Se vuoi approfondirlo e fare esperienza delle sue applicazioni pratiche, partecipa ad un corso base in aula o segui un corso On-Line ! Iscriviti alla news letter in home page per ricevere gli aggiornamenti su eventi gratuiti, corsi e news della amteria !

Bibliografia

DE BéLIZAL & P.A.MOREL, “Introduction à la Physique radiesthésique et micro – vibratoire, Servranx”. Lo scritto riprende i contenuti di questo testo.
MARC ROQUART, “Le pendule de Thoth et ses mystères, Servranx “. Il libro racconta l’utilizzo pratico fatto dall’autore durante la sua vita.
JEAN-LUC CARADEAU, “Manuel pratique d’ utilisation du pendule égyptien, Trajectoire”. Il libro spiega l’ utilizzo del pendolo in generale e l’uso del Karnak con la piramide.

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